"Questo piccolo grande amore" / "This little small love"

 ( FébertI | 2009. július 8., szerda - 5:45 )

Ezzel a dallal kezdődött a "világítótornyos" beszélgetésünk.
Gyönyörű dal.

Erano giovani - non per merito loro, certo - capita a tutti prima o poi. Quell'anno però, per la prima volta, furono giovani tutti insieme: Non solo Giulia, Irene, Ale, Andrea, Leo, Marco e gli altri...
Ma tutte le Giulia, le Irene, le Ale, gli Andrea, i Leo e i Marco di tutto il pianeta. Se il mondo aveva un'anima, una coscienza, una dignità, un pensiero, una lingua, una musica, un taglio di capelli e un paio di jeans, aveva anche un'età, la stessa età. Quello fu l'anno in cui il mondo compì 17 anni, e 17 anni, si sa, si fanno una sola volta. La festa fu grande ma come ogni festa finì e quando finì, lasciò uno straniante senso di stordimento e vuoto, mischiato al sentore acre del tempo irrimediabilmente perduto, lo stesso che si respira alla fine di ogni festa, fra echi di risate, frammenti di parole e canzoni, cadaveri di bottiglie, corpi sconosciuti sorpresi dal dormiveglia negli angoli più improbabili.
L'anno di quel ultimo sogno fu un anno perfetto: cominciò e finì lo stesso giorno... giovedì.
Come se tutto ciò che era accaduto dovesse rimanere racchiuso per sempre fra i 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 43 secondi di quell'ennesima rivoluzione e nulla dovesse mai tracimare nè disperdersi nei giorni a venire.
Non i pensieri, non le parole, non i gesti, non le speranze, meno che meno i sogni....Questa è la storia di un ultimo sogno.

They were young - not for their own merit, of course - sooner or later it happens to everyone. But that year, for the first time, they were young all together: not only Giulia, Irene, Ale, Andrea, Leo, Marco and all the others... But all the Giulia, the Irene, the Ale, the Andrea, the Leo and the Marco on the whole planet. If the world had a soul, a conscience, a dignity, a thought, a language, a music, a haircut and a pair of jeans, it had also an age, the same age. That was the year in which the world turned 17, and, you know, you turn 17 just once. The party was great but, as every party, it ended and when it was finished it left an estranging feeling of daze and emptiness, mixed with the acrid inkling of the irreparably lost time, the same that you can breathe at the end of every party, among echoes of laughter, pieces of words and songs, corpses of bottles, unknown bodies caught by the drowsiness in the most unlikely corners.
The year of that last dream, it was a perfect year: it begun and finished the same day... Thursday.
As if all the things that happened had to remain locked forever in the 365 days, 5 hours, 48 minutes and 43 seconds of that umpteenth revolution and nothing could ever leak or disperse in the days to come. Not the thoughts, not the words, not the gestures, not the hopes, let alone the dreams...
This is the story of one last dream...

http://www.youtube.com/watch?v=x7DNqbjBK9I